I segreti dell’oro nazista, banca svizzera e vaticano

 

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Dove è finito tutto l’oro rubato agli internati dei territori conquistati? In realtà si sa benissimo dove esso sia, ma non ci si puo’ fare nulla…

Con il termine oro nazista ci si riferisce ai beni che furono trafugati e trasferiti dalla Reichsbank a banche svizzere e alla Banca d’Oltremare sul finire della seconda guerra mondiale. Il regime hitleriano effettuò una politica di nazionalizzazione delle banche (ma senza Riserve auree) al fine di coniare moneta propria e, in seguito alla soppressione e all’incameramento dei beni delle famiglie ebraiche e non, al fine di attuare il finanziamento della guerra.

 

Durante le perquisizioni, sia in Germania che nei territori conquistati, venivano sequestrati sistematicamente qualsiasi suppellettile d’oro, ed invece quando si stava per essere internati in un campo di concentramento, venivano sequestrate collane, orecchini, fedi nuziali e qualsiasi altro bene del metallo prezioso (ed anche protesi dentali di oro). Questo, moltiplicato per le cifre drammatiche che tutti conosciamo da un risultato in termine di quantità d’oro rubato definibile in cifre da capogiro.

 

Una foto scioccante delle migliaia di fedi nuziali sequestrate agli internati

 

L’oro sequestrato veniva immediatamente fuso per nasconderne le origini insanguinate

 

Medaglie, monili o altri oggetti d’oro sequestrati dai nazisti, furono fusi in lingotti con il nome dellaReichsbank, per confonderne l’origine, e una parte di essi fu depositata in forzieri segreti inSvizzera. Secondo alcune stime, i nazisti confiscarono oro per un valore di 550 milioni di dollari,  ma solo una parte di quest’oro,  fu restituito alla fine della guerra dai banchieri svizzeri agli Alleati. La Svizzera ha sempre smentito questa ricostruzione.

 

Una la legge, entrata in vigore nel 1934, sembrava presagire gli eventi che stavano per colpire l’Europa. Durante la dittatura di Hitler, in Germania venne promulgata una legge che puniva ogni tedesco con capitali detenuti all’estero, con la pena di morte. La Gestapo, la polizia politica nazista, era continuamente alla caccia di informazioni sui clienti delle banche svizzere. La Svizzera si convinse sempre di più, della necessità e dell’importanza di difendere il segreto bancario.

 

Dalla Rivoluzione Francese all’oro trafugato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, il segreto bancario svizzero ha sempre garantito la privacy dei clienti degli istituti elvetici.

 

 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, molti ebrei europei depositarono i loro risparmi in Svizzera. Ma la termine del conflitto, molti di loro o dei loro eredi, non possedevano la documentazione per il recupero dei beni depositati. Anche i nazisti depositarono presso le banche elvetiche beni saccheggiati nei paesi invasi e beni strappati ai prigionieri. Per questi motivi, le banche svizzere furono accusate di coprire gli ex-gerarchi del regime nazista e di non restituire i risparmi degli ebrei morti durante l’olocausto.

 

I beni venivano depositati in sedi specializzate. Il trasferimento dell’oro, valutato al cambio in valuta del momento, avvenne grazie alla collusione di molte istituzioni, la cui identità non è stata ben chiarita, così come non è precisato il volume delle transazioni avvenute.

 

Che il regime nazista abbia effettuato una politica di sequestro di beni per il finanziamento della guerra, come pure l’asportazione di beni depositati nelle banche, col loro successivo trasferimento dalla Reichsbank dove erano stati depositati, costituisce un insieme di argomenti ben documentati fin dagli anni cinquanta. Molte istituzioni e banche sono state oggetto di accuse e polemici interventi, motivati dall’accusa di una loro possibile acquisizione dell’oro nazista. Il caso è tuttavia tuttora aperto.

 

Sparizione

 

Dove sia stato trasferito l’oro nazista, tra i vari scambi avvenuti tra le varie istituzioni europee nel 1945 è stato l’argomento di parecchi libri, teorie di cospirazione e vesti pubbliche hanno portato nel gennaio del 2000 le accuse contro la Banca Vaticana, l’Ordine Francescano e altre istituzioni cattoliche.

 

 

La Banca Nazionale Svizzera (BNS), era il più grande centro di distribuzione dell’oro nell’Europa continentale prima della guerra, questo fu il principale aggancio utilizzato dalla Germania nazista per cambiare l’oro in valuta. Durante la guerra, la BNS ha ricevuto $440 m di oro, di cui $316 m sono stati rubati.

 

Il 21 ottobre 1946, il reparto dell’intelligence dell’esercito statunitense ricevette un report dall’agente della DIA Emerson Bigelow. L’agente affermava che con il crollo degli Ustascia nel 1945, le autorità britanniche confiscarono 150 m di franchi svizzeri al confine austro-svizzero e che il denaro è stato depositato in una sede della Banca Vaticana in Svizzera. Ulteriori rapporti affermano che 200 m di Franchi svizzeri vennero trasferiti nella Città del Vaticano e nello IOR con l’appoggio delle autorità cattoliche e dell’Ordine Francescano. Tali accuse sono state apertamente negate dalla Banca Vaticana.

 

In queste circostanze, il segreto bancario svizzero ha impedito la divulgazione delle informazioni sui clienti depositanti, invece per quanto riguarda il vaticano il segreto ha il triste destino di rimanere tale.


Fonte: portalemisteri.altervista.org

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