REI – La Verità è Che «Aiuta più gli immigrati che gli italiani».

 

Lo strumento dovrebbe servire a contrastare la povertà dilagante in Italia e a supportare economicamente le famiglie più indigenti, ma non manca di criticità tanto che sono in molti a nutrire seri dubbi sulla sua efficacia. La presidente di Fratelli d’Italia, in particolare, pone l’accento sul fatto che i sussidi verranno erogati anche – in alcune città come Trento soprattutto – ai migranti extracomunitari residenti sul territorio dello Stivale da poco tempo.


L’affondo di Meloni contro il REI
Secondo le stime dell’Inps il reddito di inclusione (REI) costerà ai contribuenti circa 2 miliardi di euro. «Ma a leggere bene il provvedimento scopriamo che l’obiettivo non è proprio sostenere le famiglie indigenti: il Rei infatti può essere ottenuto anche da chi ha un permesso umanitario o risiede in Italia da due anni», scrive Giorgia Meloni su Facebook. «Questo spiega perché ad esempio a Trento a farne richiesta sono stati quasi tutti arabi e nigeriani», aggiunge la presidente di Fratelli d’Italia. «Lo Stato Italiano si fa carico anche del mantenimento degli immigrati che da richiedenti asilo diventano richiedenti di reddito – conclude Meloni – . Però quando tra pochi mesi saremo al governo metteremo in pratica un principio semplice e chiaro: prima gli italiani».


Il 60% dei poveri resterà escluso
Per la leader di FdI, il REI non servirà ad aiutare le famiglie italiane più bisognose perché è solo «l’ultima trovata di fine legislatura del PD per fingere di occuparsi dei poveri italiani». Le critiche al REI, comunque, non giungono solo dal partito di Meloni. Lo strumento interesserà, secondo stime dello stesso Esecutivo, circa 400mila nuclei familiari ai quali dovrebbe garantire un sussidio fino a un massimo di 500 euro al mese. Ma non è abbastanza per vincere la battaglia contro la povertà. In Italia, infatti, vivono in povertà assoluta ben 4,75 milioni di persone, pari al 7,9% della popolazione complessiva. Di questi riceveranno il Rei solo 1,8 milioni di individui, cioè il 38% del totale. Pertanto, il 62% dei poveri ne rimarrà escluso.


Contributi insufficienti e ridicoli
E a denunciare l’amara verità statistica è l’Alleanza contro la povertà (nata nel 2013 riunisce ben 35 organizzazioni tra realtà associative, rappresentanze dei comuni e delle regioni, enti di rappresentanza del terzo settore e sindacati) che sottolinea anche come il 41% dei minori in povertà assoluta non sarà raggiunto dalla misura. Inoltre, i dati elaborati dall’Alleanza invitano a non perdere di vista neanche l’ammontare del contributo per evitare un rischio molto concreto: quello che volendo massimizzare il numero di beneficiari senza investire a sufficienza si assistano sempre più persone senza dar loro la possibilità di raggiungere uno standard di vita dignitoso. Il rischio è che famiglie di quattro persone con importanti problemi economici si vedano corrisposti non più di due euro al giorno a testa.


Articolo di: diariodelweb.it

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