Attenzione – Il Falso Miele Cinese e Bulgaro invade i supermercati.

 

in Cina ormai il miele neanche lo raccolgono, lo fabbricano direttamente.

Test effettuati su larga scala rivelano che circa il 75% del miele sul mercato non è miele. Oggi il miele prodotto su larga scala è spesse volte privo di reale polline, artificialmente lavorato e riciclato.

Cina e Bulgaria sono i paesi dove maggiormente si concentrano le contraffazioni.


La Cina è il principale esportatore di miele nel mondo e propone i prezzi più bassi. Secondo le cifre raccolte da Norberto Garcia, presidente dell’Organizzazione internazionale degli esportatori di miele, dal 2007, le esportazioni di miele dall’Asia sarebbero aumentate del 196%, mentre nello stesso tempo il numero di alveari sarebbe aumentato solo del 13%. A meno che le api asiatiche, e in particolare quelle cinesi, siano diventate molto produttive, la differenza è probabilmente  coperta dalla diluizione con degli sciroppi” spiega il professore argentino a Reporterre .


Gli importatori sanno benissimo che si tratta di falso miele

I mieli di diversi paesi sono poi mescolati dagli importatori per assicurare  un gusto ed un colore stabile al prodotto, confezionati e poi venduti alla grande distribuzione. Spesso sono mieli  di  bassa gamma delle marche dei distributori. Sull’etichetta, nessuna indicazione floreale, salvo di “millefiori” o dell’origine geografica. L’indicazione più corrente è  miscela di mieli di origine UE e fuori UE … difficile essere meno precisi.

“Quando acquistano al di sotto di un certo prezzo, gli importatori sanno benissimo che si tratta di falso miele”,  assicura Etienne Bruneau. Giocano con la debolezza dei test ufficiali di qualità, che non arrivano a scoprire tutte le frodi. “In Cina, delle fabbriche sono capaci di fabbricare dei prodotti che si avvicinano di molto alla composizione del vero miele. Escono conformi, e rispettano i criteri legali”, indica Paul Schweitzer, che dirige un laboratorio di analisi chiamato il Cetam (Centro di studi tecnici di apicoltura Moselle-Lorraine).


Miele dalla Bulgaria

L’altra “fonte” del pericolo viene dalla Bulgaria. “Gli apicoltori aderenti a Conapi non comprano più miele dalla Bulgaria. Devo dire che sporadicamente ci si approvvigiona con il miele bulgaro: negli anni passati alcune partite modeste sono state importate solo per sopperire alla carenza produttiva, in Italia e negli altri paesi a vocazione come Serbia e Ungheria. Può succedere che il miele – spiega Pagani – venga tagliato con sciroppo di zucchero. L’adulterazione avviene in due modi: o viene miscelato al prodotto finale oppure viene usato per alimentare le api duranti il raccolto”.


Come trovare il vero buon miele

  • Se acquistate in un negozio, scegliete di preferenza il miele con un’origine floreale e geografica precisa. Le frodi non sono assenti da questo tipo di miele, ma sono più difficili da camuffare. Evitate i mieli con l’indicazione “mescolanza di mieli di origine UE e fuori UE”.
  • Se acquistate direttamente presso degli apicoltori, questo permette di avere un tipo (miele di lavanda, castagno, acacia, abete) e un’origine ben precisa, ma fate attenzione lo stesso: un venditore che vi propone troppi mieli è strano! Fare cinque tipi di miele differenti rappresenta già un gran lavoro per un apicoltore

Fonti: dionidreamreporterre.net

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