Sigaretta elettronica: pro e contro

 

Di: http://www.saperesalute.it/


Iniziano a essere disponibili i primi studi scientifici sull’efficacia e sulla sicurezza delle e-cig.

Secondo i dati raccolti dalla Public Health England (PHE), agenzia del Dipartimento della salute della Gran Bretagna, i tabagisti sono in calo costante e il merito sarebbe delle sigarette elettroniche, utilizzate dal 35% di coloro che stanno cercando di smettere. Solo nel 2015, due milioni e mezzo di inglesi ci hanno provato, e ci è riuscito circa il 40% di chi ha usato la e-cig rispetto al 26% di chi si è affidato ad altri metodi.

Quali sono i vantaggi

«Grazie alle e-cig possiamo contrastare in modo efficace il fumo», commenta Fabio Beatrice, medico responsabile del Centro antifumo del San Giovanni Bosco di Torino e coautore, con la giornalista Johann Rossi Mason, dell’ebook “La verità sulla sigaretta elettronica”, un libro che mette sotto la lente le e-cig, citando i dati scientifici, i risultati degli studi ed esaminandone pro e contro.

«Il vantaggio principale delle e-cig, rispetto a cerotti, gomme da masticare e pastiglie, è che mantengono la gestualità. Inoltre non provocano la combustione di tabacco e carta, e quindi nemmeno la produzione di catrame e decine di sostanze fortemente cancerogene».

Non fumare rimane comunque una delle principali forme di prevenzione del cancro. «Ma considerando la difficoltà di liberarsi dalla dipendenza da nicotina, se non si riesce a smettere, le sigarette elettroniche sono meno dannose».

Un po’ di tossicità ce l’hanno anche loro

Attenzione però, meno dannose non significa benefiche e nemmeno esenti da criticità. «Sulla rivista scientifica Lancet di marzo 2016, i due massimi esperti mondiali sul tabagismo, David Nutt e Karl Fagestrom, sostengono che le e-cig sono del 95% meno tossiche rispetto alle normali sigarette e che il fumo di sigaretta è almeno venti volte più dannoso del vapore», continua Fabio Beatrice.

Il difetto principale? «Che, comunque, una certa tossicità rimane. Quindi può essere “un male minore” per gli 11 milioni di fumatori italiani, ma di sicuro l’e-cig non deve indurre in tentazione chi non ha mai fumato».

Un’ulteriore incognita è la tossicità delle sigarette elettroniche nel lungo periodo, per esempio dopo due decenni di utilizzo, perché il prodotto è arrivato sul mercato solo da pochi anni. E la cautela degli scienziati è motivata anche dal vapore passivo della e-cig.

«Poca cosa rispetto al fumo passivo e al fumo di terza mano, cioè il particolato sottile e la radioattività che persistono nell’ambiente anche quando il fumatore ha finito da un pezzo la sua bionda. Il vapore non rilascia queste sostanze, resta la nicotina.

Sembrerebbe irrilevante, ma, per prudenza, è bene rispettare il divieto di fumo generalizzato, e anche astenersi dal fumare e-cig in presenza di bambini e donne in gravidanza», avverte l’esperto.

Non sono tutte uguali: ecco le differenze

Un altro “contro” è l’abbondanza dell’offerta del mercato: «Ci sono tantissime e-cig e non sono tutte uguali» continua Beatrice.

«La tossicità è in funzione della potenza di erogazione, di come è disposto il vaporizzatore nella cartuccia, della qualità della ricarica. Inoltre, la potenza della batteria incide sulla temperatura del vapore: più potenza, migliore aromaticità, più lunga durata della batteria stessa. Ma anche maggiore presenza di formaldeide, una delle 83 sostanze cancerogene presenti nelle normali sigarette (dovute alla combustione) e trovata anche in alcuni modelli di e-cig».

Per questa stessa ragione, la sigaretta elettronica può essere un efficace strumento per chi ha deciso di smettere con le bionde, ma con il sostegno di un medico esperto che possa aiutare il paziente a scegliere il device più giusto per le sue esigenze «in un percorso che tenga conto della sua storia di tabagista, del suo stile di vita, di quando e perché fuma, e così via».

L’aiuto di un medico è fondamentale

L’uso guidato ha mostrato buoni risultati. Spiega Fabio Beatrice: «In un recente studio realizzato a Torino con l’Istituto superiore di sanità, dopo otto mesi, oltre il 50% usava solo la e-cig, il 24% si dichiarava fumatore misto e il 26% tornava a essere fumatore di sole sigarette di tabacco, ma con una riduzione importante del numero quotidiano e del monossido di carbonio nell’espirato, un indicatore significativo del danno polmonare».

Risultati incoraggianti, ma che non si riescono quasi mai a raggiungere con il semplice fai-da-te. «Molti fumatori intenzionati a smettere hanno provato con la e-cig fallendo e tornando alle sigarette normali da due settimane a tre mesi dopo, perché comunque resta la dipendenza da nicotina e perché le e-cig a elevata potenza possono costare anche tre-quattro volte di più rispetto a un equivalente consumo di sigarette normali. Al contrario, se la potenza di erogazione è modesta, i costi dell’e-cig possono essere inferiori del 20-25% rispetto alle sigarette» conclude l’esperto.

Mariateresa Truncellito



 

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